Le Ocarine

quando chi scrive è un'oca

Invention of Love


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Inventi

Diversamente da un’invenzione non potrebbe essere, forse una visione come questa…

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Elliot Erwitt, Jackie Gleason, 1944


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L’Abusivo – La lagna del cretino

La lagna

Salvador Dalì, Autoritratto molle con pancetta fritta, 1941

Salvador Dalì, Autoritratto molle con pancetta fritta, 1941

«Mai contente, mai tranquille, sempre a volere qualche altra cosa, a rimpiangere un’altra situazione, un’altra camicetta, un’altra estate, un altro parrucchiere. Le porti a New York, e subito la confrontano con Positano, tanto più dolce e distensiva; le accompagni sul Nilo, e gli scatta la nostalgia per quel certo ruscelletto scozzese, tanto più limpido e fresco. Chez Maxim le disturbano i troppi camerieri, la subdola (secondo loro) alterigia del maître; nella pizzeria le offendono le macchie sulla tovaglia a scacchi, l’odore che resterà attaccato ai capelli.

«Alte, si sentono trampolieri; basse, si sentono tappi. Magre, c’è il rovello del seno inadeguato; grasse, il dramma dei fianchi prorompenti. Carine, vorrebbero essere belle. Belle, vorrebbero essere bellissime. Bellissime, chiedono allo specchio: ma la bellezza è tutto?

«E poi comunque ci sono troppi generi di bellezza per non gettarle in un mare di dubbi tormentosi. Una bellezza sexy, vistosa (“ma cos’ha da guardare quel cretino?”) le fa sentire tuttavia volgari; una bellezza sognante e misteriosa è però poco pratica; una bellezza aristocratica rischia di intimidire, scoraggiare; una bellezza da rivista di mode non avrà l’aria costruita, banale? Continua a leggere

Pablo Picasso, Guernica, 1937


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Dici?

Pablo Picasso, Guernica, 1937

Pablo Picasso, Guernica, 1937

Dice:«Di che parli? Dei sentimenti, della relazioni, dell’online e di tanto altro che ancora non s’è capito che vuoi? Ci scrivi sopra un pezzo, ci appiccichi accanto della musica e un quadro? E non sarà mica una cosa complessa trovare quattro scempiaggini da dire su un argomento trito e ritrito, con una certa costanza! E poi hai voluto la bicicletta? E ora pedali, bella, pedali!». Continua a leggere

Joan Miro, Blue II, 1961


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Blu di Prussia

Musica consigliata: Love of my life, nella versione di Frank Zappa

Joan Miro, Blue II, 1961

Joan Miro, Blue II, 1961

In una delle ultime occasioni in cui ho preso il treno, la signora che avevo di fronte indossava elaborati gioielli artigianali al collo e alle dita, con grosse gemme e particolari intrecci. Portava il mio stesso nome scritto a mano sulla targhetta della sua valigia. Aveva vispi occhi celesti su un viso segnato da qualche ruga, armonioso e rassicurante. Quando le dissi il perché del viaggio, sgranò ancora di più quell’azzurro acceso, passando dal rimprovero alla severità e infine ad una sorta di augurio quando le porte del treno si aprirono e ci salutammo.

Ma la nostra conversazione era nata da ben altra solidarietà da viaggio. Nei posti di fianco ai nostri, dopo il corridoio centrale, c’era una coppia di anziani tedeschi che all’inizio dell’estate risaliva da Rimini. Continua a leggere

Wayne Miller, Una bambina legge Ebony magazine


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Una corsa

«Come la freccia di Zenone, fatta librare nell´aria in eterno, non sarebbe mai tornato. Sarebbe arrivato da qualche altra parte. O non esistevano altri posti al di fuori di quello? Sarebbe diventato una persona smarrita. Talvolta è indispensabile avere il coraggio del proprio disinganno. Non più appassionati abbracci sadomaso, valzer di morte. La crudeltà era un’arte. Rimpiangeva ogni cosa, ma non questa. 
Il cielo si andava oscurando, e nondimeno avvertiva una nuova energia propulsiva, amorfa e non competitiva. Corri, corri, corri dicevano tutte le canzoni pop ascoltando le quali era cresciuto. Avrebbe seguito quel consiglio, pur non dimenticando mai che chi corre lontano da qualcosa corre in direzione di qualche altra cosa». 

Hanif Kureishi, “Quando una corsa solitaria ci porta in un´altra vita”, Repubblica, 26 agosto 2012, pagg. 48-49.

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Le chiavi e l’indirizzo giusto

E’ un piacere divertente, curioso e semplice quello di conoscere le chiavi di ricerca che conducono da un browser qualsiasi a questo sito. Ecco cosa accade con i termini che vi hanno condotto qui, tra varietà, assurdità e un velo di preoccupazione proviamo a vedere se queste chiavi di ricerca portano davvero ai post finora pubblicati e se è possibile imbastire una semplice lettura estiva di fine agosto.

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