Le Ocarine

quando chi scrive è un'oca

Anais Nin

Anais Nin

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Musica consigliata: When your lover has gone, Mina (nelle molte versioni di questo brano, consigliamo vivamente anche l’ascolto dello stesso con la voce di Chet Baker, dall’album Jazz ‘round midnight: dolce e malinconico; come ulteriore possibilità, la versione presente in  Passions of a Man- The Complete Atlantic Recordings (1956-1961) Disc 1, di Charles Mingus).

Anais Nin

Anais Nin

Le menti semplici già s’inebriano pensando ai suoi scritti, altri, invece, hanno la pazienza curiosa di ascoltare due parole più ampie su Anais Nin. Sinteticamente e semplicisticamente riassunta come una scrittrice erotica, la scrittrice erotica per eccellenza del Novecento. Una donna che scriveva quanto viveva. Una donna: Anais Nin. Sensuale già dal nome, fortunata negli incontri e coincidenze di una vita piena di presenze importanti. Una vita cercata, chiamata, ricamata di capriccio e d’incostanza voluta, di emozioni, di sentimenti arrivati e non ostinati. Vissuti. Una vita fatta di fedeltà, integralmente intesa, solo al suo scrivere. Una vita, che a leggerla, emana una passione forte. Felice per brevi ore o molti giorni. Infelice per lo stesso tempo. Di quello che ha vissuto, ha poi raccontato: cronaca autobiografica, narrazione dei sentimenti, dei fatti, degli amori e degli amplessi, in altre parole i suoi diari, i suoi scritti di maggiore successo. Molti gli amori e molte le tipologie di amore che Anais Nin ha conosciuto, a volte contemporaneamente. Inquieta, viziata, fortunata, passionale, curiosa, elegante, capricciosa, incostante, fedifraga. Probabilmente la sua svolta, da scrittrice minore di testi come “D.H. Lawrence. Uno studio non accademico” ad ancora celebrata autrice femminile, si deve all’incontro con Henry Miller, lo scrittore scandaloso de “Il Tropico del Cancro”, “Il Tropico del Capricorno”, e con la moglie di quello, June Mansfield.

Anais Nin ha conosciuto l’amore coniugale, fraterno, compassionevole, certo, ma non totalmente appagante di suo marito, il bancario Hugo Guiler. L’amore rassicurante ma stretto, l’amore “socialmente” possibile, borghese direbbero alcuni, volutamente o inconsciamente cieco del tradimento, l’amore a volte distante, a volte estraneo, a volte pieno di desiderio a volte pieno di assenze. L’amore, la presenza rimasta fino alla fine. Un legame fatto di comprensione e dedizione, ma anche di libertà e rispetto reciproci. Grazie all’amore totale di Hugo, Anais ha potuto vivere pienamente (egoisticamente), ha potuto esprimersi liberamente. Certamente Anais, ha amato e desiderato anche altri, ma il legame con Hugo non è mai venuto meno. E il suo amore e il suo rispetto erano tali da aver tenuto segreti i suoi scritti fino alla sua morte, mettendosi da parte per lui, almeno in questo.

Anais Nin ha conosciuto l’amore passionale, travolgente, impetuoso, scandaloso, doloroso, istintivo, fisico, e dolce con Henry Miller. E con lui ha condiviso anche la passione per la letteratura, per le parole, per un testo; oltre al sesso, al desiderio del corpo, li univa e li attraeva la scrittura e la lettura degli scritti reciproci: i diari di lei, le lettere di lui. Da Henry ha appreso tanto a letto e tanto nello scrivere. Ha imparato dal trasporto, dall’esperienza, dal desiderio di un corpo, dal realismo schietto, dal realismo che scoppia in visione di quello. A Henry ha dato tanto nella passione, nell’intimità amica con una donna, nel sesso bagnato di sentimenti e parole. Con Henry viveva di confronto e amore. Per lui soffriva negli improvvisi distacchi, con lui scappava in fughe da amanti appassionati e ingenui, quanto focosi e dipendenti. Egoisti e edonisti. Di lui sentiva il bisogno e, per quel bisogno, provava colpa e desiderio. L’amore concluso, finito, a scadenza, forse impossibile, nascosto o parzialmente esibibile, e per questo forse sempre presente, perfetto e migliore.

Anais Nin ha conosciuto l’amore omosessuale per June Mansfield. L’amore diverso, l’attrazione paurosa, il confronto con lo stesso sesso, il desiderio nuovo verso una donna fragile e comunque forte. Bella, diversa da sé. Calamita di pensieri di distacco, di rivalità per Henry e di voglia esclusiva per June. Anais Nin ha conosciuto anche altri e nuovi amori dopo questi. Non uguali, non coincidenti. Ha sperimentato, ha azzardato, ha avuto successo e un caso buono dalla sua. Di una bellezza oggi lontana, di una maniera di scrivere profonda e credibile come lo sono i racconti di fatti aggrappati o nati dalla realtà, forse frivola, forse sentimentale, forse solo una storia di una che aveva come prima sua droga lo scrivere, il suo diario, le sue parole. Quando il suo testo diventa narrazione erotica non scade mai nella volgarità sciatta e anonima dell’amplesso a centinaia di colpi di spazzola di una ragazzina annoiata e presuntuosa, rimane una narrazione viva di incontri, introspezione e sentimenti. Calda e senza un punto che spenga la lettura. Insegna la superficie profonda dell’eleganza e del trasporto affidato a una pagina. Sconvolgente allora per la pubblica esibizione scritta della sua vita privata, seppur protetta dalle omissioni fatte. Sensuale e raffinata scrittrice ancora oggi senza il bisogno di titoli sfumati in gradazioni di grigio o di altri escamotagevampireschi da annoiata casalinga. La sua fortuna e il suo talento sono stati la sua vita. O il contrario. Probabilmente Anais Nin ha solo ricordato all’epoca moderna o ha palesato l’evidenza di alcune variazioni possibili del vivere: l’amore è un sostantivo singolare che accoglie al suo interno una varietà di plurali, di possibilità. Lo si cerca in un’unica persona che incarni al contempo l’amore stabile, passionale e la corrispondenza del pensiero e del sentire, l’attrazione, la comprensione, la complicità, la bontà. Ma non sempre capita, non sempre dura. Non sempre per una sola persona si prova quella totalità che un sostantivo singolare vorrebbe ispirare. Fortuna e volontà del fermarsi, capriccio della ricerca o possibilità infinite dell’essere umano? Questa forse la sua modernità, questa forse la sua attualità.

«Henry capirebbe se io lo abbandonassi per rispetto a Hugo, ma farlo sarebbe ipocrita da parte mia. Una cosa è certa, però: se un giorno fossi costretta a scegliere tra Hugo e Henry, sceglierei Hugo senza esitazione. La libertà che mi sono concessa in nome di Hugo, come suo dono, non fa che aumentare la ricchezza e la potenza del mio amore per lui. L’amoralità, o una moralità più complicata, tende a una lealtà fondamentale che trascura quella immediata e letterale. Con Henry condivido la rabbia, ma non per le imperfezioni delle donne, bensì per la bruttezza della vita stessa, che forse questo libro proclama a voce più alta di quanto non facciano le imprecazioni di Henry».

«Henry mi parla in modo splendido, come un sapiente. Dice “Ti amo” mentre giaccio tra le sue braccia, e io dico “Non ti credo”. Si rende conto che sono di umore infernale. Insiste: “Mi ami o no?” E io rispondo vagamente. Quando siamo legati l’uno  all’altra sensualmente non riesco a credere che siamo solo vicini fisicamente. Quando mi risveglio dal delirio e parliamo tranquillamente, mi sorprende che lui parli con tanta serietà del nostro amore».  

«Hugo mi spoglia tutte le sere come se fosse la prima volta e io fossi per lui una donna nuova. I miei sentimenti sono in preda a un caos che non riesco a chiarire, non riesco ad ordinare. I miei sogni non mi dicono niente se non che ho il terrore di essere spinta  sull’orlo del suicidio. 

Non si guarisce semplicemente vivendo e amando, altrimenti io sarei già guarita. Hugo mi guarisce a volte. Oggi abbiamo fatto una passeggiata nei campi, fino a un ciliegio, ci siamo seduti sull’erba, al sole, parlando come due innamorati giovanissimi. Henry mi guarisce, mi prende tra le sue braccia vitali, le sue braccia da gigante. Così ci sono giorni in cui penso di stare bene».

Estratti da Anais Nin, Henry and June, Bompiani, Tascabili, 2000

Autore: Le Ocarine

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4 thoughts on “Anais Nin

  1. Ciao Ocarine, complimenti per questo tributo; uno fra i più belli che abbia letto su di lei. Donna di fascino assoluto, dotata di una bellezza esteriore che scaturiva più dalla sua femminilità ed eleganza che dalle caratteristiche somatiche, e di un talento scrittorio straordinario che, come avete osservato voi, affonda sua la “potenza” nella profondità e franchezza di sentimento delle narrazioni, frutto della sua capacità introspettiva. Una vita, la sua, che sembra essere stata carente di sacrifici, oltre che ricca di gratificazioni e che ispira, pertanto, all’emulazione.
    Riflettevo sulla storia fra Anais e Hugo. Come Anais non avrebbe potuto amare Hugo? Uomo che, dai suoi scritti, ho evinto essere stato umanamente ampio. (Uno che, pur figlio di una cultura molto meno paritaria con rispetto alle relazioni di genere, promuoveva la liberà, anche sessuale della donna, condividendo, quando coinvolto, le fantasie della moglie. Se non ricordo male Anais lanciò l’idea della frequentazione comune al bordello.) La stabilità emotiva ed economica unite alla libertà che Hugo le ha donato hanno permesso la sua piena realizzazione.
    Altra riflessione. E’ particolare come Anais usi il concetto di ipocrisia in riferimento alla possibilità, inconcepibile, di lasciare Henry. Esso non viene considerato in riferimento alla relazione con Hugo. Al lettore mancano le narrazioni autobiografiche di Hugo, pertanto non si riesce a stabilire il grado di sofferenza che le uscite di Anais gli provocano realmente. (Anche se, di qualunque grado essa fosse stata, lui l’ha scelta.) Mi piace pensare che Hugo si sentisse profondamente amato da Anais e che l’amore di lei per lui si manifestasse tangibilmente nel quotidiano.
    Nel secondo pezzo estrapolato, colpisce l’affermazione di Anais quando racconta di trovarsi sentimenti in preda al caos di fronte al desiderio, ogni sera originale, di Hugo. Mi chiedo se avesse avuto il coraggio di guardare dentro quella caotica matassa per trovarne il bandolo, se la storia con Henry avrebbe mantenuto lo stesso peso.
    Aggiungo alle vostre speculazioni finali: a portare la divisione verso più persone il fattore economico gioca un ruolo preponderante. Spesso trovare una persona che assicuri la possibilità di mantenere e/o migliorare la propria capacità di avere e fare “cose” e/o offra la possibilità d’associarsi ad un’immagine di relativo successo, sono elementi discriminanti nella scelta del partner (più o meno consapevolmente) sia per gli uomini che per le donne. Anais avrebbe optato definitivamente per Henry se lui avesse potuto offrirgli l’abbondanza economica che Hugo le garantiva? Anais, sarebbe stata ugualmente attraente agli occhi di Henry senza il supporto materiale ed emotivo ricevuti (da Hugo) che, molto probabilmente, le infondevano un maggiore grado sicurezza e spavalderia?
    Tuttavia, se non fosse stata una splendida donna, Anais non avrebbe attratto e mantenuto l’amore di Hugo!
    Buona giornata!

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    • Ciao Marina, grazie per il commento.

      I rapporti che Anais ha stretto con Hugo e con Henry sono stati molto densi, sentiti e intricati. Complessi. Passionali.
      Adottando un’ottica fredda e asettica, è quasi inconcepibile la posizione di Hugo rispetto ai “tradimenti” di Anais.
      Chi teoricamente potrebbe accettare un amore simile?
      Immedesimarsi nel ruolo di Hugo è forse il ruolo più difficile di tutti i diari di Anais.

      Ma all’interno della loro relazione, questa lettura fredda ed esterna probabilmente veniva placata e sopita da dinamiche di coppia, compensazioni, o da un sentimento che si manifestava comunque presente. Nel loro stare insieme, si potrebbe dire che abbiano trovato una modalità di durata, un equilibrio e una volontà verso lo stesso che lo hanno reso possibile fino alla fine.

      E’ forse altrettanto vero che se gli eventi della vita di Anais le avessero imposto altre necessità più urgenti e primarie, avrebbe forse quella dovuto dosare diversamente la sua disponibilità di tempo e di denaro. Se non avesse avuto di che vivere, probabilmente sarebbe stata altra la sua vita. Se non avesse incontrato Henry, forse non staremmo qui a parlarne.

      Ma è anche vero che la sintonia con Henry si basava su uno scambio intellettuale: Henry le offriva la ricchezza di uno confronto paritetico, se non superiore, da un punto di vista di interessi e passioni. Difficile da dire cosa ne sarebbe stato se Henry avesse avuto le sostanze economiche di Hugo. Difficile davvero dire se quella loro storia sarebbe stata così intensa se protratta per tutta una vita o buona parte di essa.

      Attualmente uomini e donne si scelgono per molti fattori, alcuni di compensazione, altri di attrazione, altri ancora di affinità e vicinanza e in ultimo per ragioni seriamente incomprensibili e non spiegabili. C’è anche chi, pur di non rimanere solo, sceglie un compagno/a di consolazione. C’è chi, invece, preferisce una buona solitudine ad una compagnia mediocre.

      E verrebbe da chiedersi quanto ci sia di razionale, quanto invece di irrazionale ed istintivo, ogni volta che si instaura un legame progettato per durare almeno un po’.

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  2. gran pezzo, ocarine, complimenti.

    io nella mia modestia citerò Sting e “if you love somebody, set them free”. è un luogo comune, ma anche una delle piú potenti verità che io conosca, in questo ambito.

    io nel mio piccolo, una volta di fronte alla domanda della mia bella di turno: che faresti se un altro uomo mi corteggiasse? risposi: non farei proprio nulla – combatterei non combattendo. in primo luogo, una persona in realtà già sa cosa farà in una simile situazione. in secondo, lasciarvi libere, signorine mie, è una della tattiche più potenti che io conosca… per legarvi a me.

    meditate, e bevete buona birra tedesca.

    stillman

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    • Supponente l’idea di una pluralità di legami con donne che accettino questa libertà regalata dall’alto da un uomo, poiché i legami si coltivano e non si regalano, come pure la libertà e il piacere di esserci o andarsene.

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