Le Ocarine

quando chi scrive è un'oca


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(Non) E’ sempre colpa dei geometri

Se t’intestardisci nel volere la parete della camera proprio qui, qui, esattamente qui, il geometra ti guarderà perplesso e ti chiederà conferma della tua decisione. Convinto che quella sia la scelta migliore perché guarda-qui-quanto-spazio-c’è, il muratore tirerà su una parete divisoria proprio lì, lì, esattamente lì. Con undici centimetri scarsi di parete hai ottenuto la tua camera da letto doppia da 5,24 metri quadrati. Dopo aver decorato lo spazio con una carta da parati con zebrature in rilievo e arricchita da inserti floreali sui toni del lilla, andrai all’Ikea a prendere un letto matrimoniale con il baldacchino e la testata realizzata con decori barocchi spruzzati d’oro. Ma sorpresa delle sorprese, il letto in camera non ci sta. O meglio, ci sta, ma poi non ci sta l’armadio. E se ci stanno il letto e l’armadio non ci stai tu.

Certo, potresti sempre richiamare il geometra e farti soppalcare una camera da letto alta 2,67 metri. E’ quasi assicurato che ci scapperà anche un angolo relax in quel soppalco, mentre tu potrai decidere se buttarti sul letto o dalla finestra.

Peccato che il geometra sia andato in una ridente località, incastrata tra un fiume e una montagna di rischio sismico massimo, a costruire allegre villette a schiera che marciranno di umidità dopo appena dieci giorni.

La colpa non è sempre dei geometri. Tuttavia chiariamo che da un Paese che assicura loro una presenza in Parlamento, terza solo a medici e avvocati, nulla ci si può aspettare. Come nulla ci si può aspettare da un Paese che affida il suo futuro ai comici, ai barnum di destra e di sinistra, ai burocrati del chissenefrega-siamo-fuori-dalla-crisi-anche-se-non-ho-nesssuna-misura-del-paese-reale. Nulla ci si può aspettare da un Paese che non si sveglia mai e che non matura mai.

La colpa non è sempre dei geometri, perché lo stesso risultato misero della tua sciatta camera l’avresti potuto raggiungere con una capra di architetto o una bertuccia d’ingegnere. Purtroppo non bastano le categorie o le reputazioni per essere certi di un risultato. Anche se le scuole per geometri sarebbero da vietare come attività lesiva del bene pubblico e anticostituzionale, mentre le facoltà di architettura e d’ingegneria sarebbero da chiudere per almeno un decennio buono. Solo in seguito, eliminati i geometri e provati gli architetti e gli ingegneri, si potrebbe capire cosa fare di loro, del costruire, del paesaggio, delle infrastrutture.

Non solo, andrebbero vietate per offesa al senso del pudore anche tutte quelle riviste del fai da te dell’arredamento, ti-arredo-casa-con-31,76€-iva-inclusa, ti-dimostro-che-in-21,84-metri-quadrati-puoi-viverci-tu-mezza-Cina,-un-quarto-d’India,-e-tutto-il-circo-Orfei, che-ce-ne-fai-di-un-tecnico-se-ci-sono-io-che-ti-dico-come-fare, vai-avanti-senza-una-visione-tridimensionale-degli-spazi,-senza-un-progetto, -senza-un-prospetto-dei-costi,-tanto-lo-spazio-è-tuo-e-te-lo-gestisci-tu. Continua a leggere