Le Ocarine

quando chi scrive è un'oca

Intorno all’uso

7 commenti

Intorno alle relazioni, io non c’ho mai capito molto. Appena credi di aver fissato un tipo di comportamento, di rapporto, le cose cambiano, la situazione si capovolge. La saccentella o la psicologa di qualche rivista moderna direbbe che non ho sotto controllo tutta la situazione. Che mi sfugge qualcosa di evidente. Direbbe ella con gli occhiali in punta di naso e lo sguardo serio e inutile.
Le relazioni si basano sull’uso, o se la parola è troppo fastidiosa, sulla piacevolezza reciproca. (Mentre scrivo, il mio vicino sta con le finestre aperte e si sente questo pezzo). Si usa l’amica sfortunata per scordarsi la pinguedine farcita, si usa la bravura per non ammettere la fortuna. Uso che passa dal giudizio o dalla convenienza. La moglie o il marito per la stabilità da cui tornare, da cui scappare.
C’era una volta una che si spostava di moltissimi chilometri e chiamava amore la sua meta, peccato che per l’altro fosse convenienza. E di quella, lei si beava ringraziandolo di ogni crepa che affiorava. Lei sognava il futuro, lui lo viveva. Aveva un’altra, aveva questa e quella. Mogli, ex, e figli.
L’uso usato non permette rivelazioni. Non è possibile dire a nessuno che l’uso sia fastidioso perché poi diventa subito guerra. E non credo che le persone siano tenute insieme da buoni sentimenti, sono spesso insieme perché non sanno stare soli.

Un tempo conoscevo un tizio che mi cercava continuamente, soprattutto dal momento in cui gli ero caduta tra le braccia dalla città alta a quella bassa, scendendo mano nella mano sul selciato medievale per via dei miei tacchi alti. Buongiorno di mattina, buonanotte con la luna sul mare. O si parlava di lavoro e di altre amenità. Lo avevo avvertito che se aveva solo un interesse amicale per me, era forse il caso di lasciarmi in pace. E no. Invece no. Egli continuava ad esserci.
Ma c’era un piccolo lieve particolare che spezzò l’incanto. Qualora gli dicessi io di scendere a trovarmi, aveva nell’ordine: il nonno malato e morente, il mal di pancia così grave da sperare di star meglio, la crisi economica che gli puliva le tasche, il campeggio con l’amico. Finché una notte mi salutò, intorno alle due, dicendomi che l’indomani sarebbe partito per la Toscana. Uno, due giorni, luna sul mare e buonanotte da parte sua. Io in rabbioso silenzio. Passo poi la mia domenica pomeriggio, tra un Martini e una litigata via Whatsapp con il soggetto in questione.

Il finale è un benservito caldo caldo, in salsa di vai a quel paese con contorno di non tornar da me quando questa verginella che credi di aver trovato ti metterà le corna con il tuo collega di lavoro (accadimenti passati). Si era spostato per via di una, sicuramente. E io ero solo una buona amica che stimava ma solo un’amica. In barba alle mie premesse. E alle mie richieste. In fondo chi non ha l’impulso di comunicare alle tre di notte qualcosa all’altra? Il rumore del mare, le foto del campeggio.

Uso.
Solitudine.
Uso.
Convenienza.

Di recente ne ho conosciuto un altro. Una buona testa, non noiosa e presente, attiva, abbastanza frizzante da farmi scuotere. Una bella voce. Lunghe telefonate. E i soliti trecento chilometri di distanza che fin’ora lo hanno salvato da me.

Ma il suo aspetto migliore sta nell’essere saldamente impegnato. Nient’affatto intenzionato al tradimento, al movimento. E tuttavia è in un sito d’incontri. E per somma onestà, confessa a ciascuna – di quelle che so essere le parti in causa – il suo essere in cerca di non si sa cosa.
Cosa?

Ho forse un concetto troppo vecchio per la modernità, poiché per me un uomo che cerca un’altra forse non ha il tutto nella sua relazione. E forse non ti scrivi su un sito d’incontri perché inganni il tempo tra un articolo e l’altro.

Ma il mondo è questo. E forse mi dovrei arrendere a questo tipo di relazioni basate sul nulla, tanto nei vertici quanto nei minimi. Perché a priori, e con fare saputello anche io ora, non credo che saprei accettare le corna o che il mio convivente passi ore al telefono con un’altra.

Incastrarsi in questo tipo di relazioni vuol dire, per me, farsi salire sulle spalle un pachiderma di complessi, rabbia e fobie. O meglio il gioco è valido finché il vantaggio è positivo. Di solito mi cercano e rimangono perché ho “una bella testa”, e non perché sono una brutta shampista, ma perché penso e talvolta formulo frasi interessanti. E allora, le loro mogli, le loro compagne, le loro pulsioni che li fanno muovere fino in Toscana cosa sono? Fanno pensieri sciocchi o cosa?

Perché per far star su un convivenza o un matrimonio sono necessarie tutte queste persone attorno? Non era una libera scelta quella di quei due che stanno insieme , anziché un confronto con una che vuoi e non vuoi, ma vuoi stando con un’altra?

Quello che vorrei fare è uscire una mattina, come quella di domani ad esempio, comperare un paio di scatole di cioccolatini. Tre o quattro. Spedirle poi a coloro che si gingillano in queste amene attività di parziale interesse. Solo il cervello o solo il sesso. Seccata con i primi perché non ho – quasi mai – il secondo, seccata con i secondi perché hanno escluso il primo.

O ancora meglio, vorrei scrivere a quella tizia che è valsa un viaggio in Toscana, a quell’altra blogger che per amore si è trasferita sotto la Lanterna, a quella moglie sull’Adriatico che i loro amori sono parziali, che stanno in piedi grazie ad altro.
E forse lo sanno che non sono perfette. E forse alcune relazioni sono così.

E se ora la psicologa di cui all’inizio, l’amica grassottella, la saputella intelligente, hanno a citarmi perché sono io che consento ciò, quest’uso di me, vorrei veramente che anche i loro compagni, amanti, o quant’altro passassero a far quattro chiacchiere con la scrivente, forse anche loro mi rimarrebbero accanto per un po’.

Decidete ogni volta se ne vale la pena, ma non metteteci troppo.
E ricordate di rimanete finché la voce del cantante non vi avrà annoiato.

(G) A B

Autore: Le Ocarine

quando chi scrive è un'oca

7 thoughts on “Intorno all’uso

  1. Non mi aspettavo un simile risvolto, posso immaginare la delusione…
    Io sono arrivata alla conclusione che siti d’incontro e chat varie siano da evitare, non ne ho mai avuto una buona opinione e non l’avrò mai. La persona “giusta” si incontra nell’ambiente che si frequenta vuoi per lavoro, vuoi per passione, vuoi per divertimento. Non ci deve essere una distanza chilometrica perchè l’amore si nutre del contatto o se preferisci dell’uso e il sesso è il motore trainante tanto che si sa che “un pel di figa tira più di un carro di buoi”. Laddove non c’è si finisce nella friendzone.
    Ciò che si cerca online pur essendo saldamente impegnati è l’emozione, qualcosa che scuota e faccia di nuovo sentire vivi e che la quotidianità, il lavoro, i figli, problemi vari, ha spento: è tutto scontato, sempre disponibile. Questo è quanto raccontano i “saldamenti impegnati” nei vari forum protetti dall’anonimato del nick. Addirittura c’è anche chi sostiene che il tradimento aiuti la relazione di coppia. Sembra che ogni relazione sia destinata ad arrivare a questo punto perchè la routine prima o poi colpisce tutti. Per fortuna c’è internet a sopperire mancanze varie e a ristabilire l’equilibrio rotto, a dare quell’emozione cercata fino a quando anch’essa non si spegnerà diventando routine e occorrerà trovarne un’altra.
    Quanto ai cioccolatini, comprali per te e gustateli perchè nessuno si disturberà a regalartene neanche uno.
    La “bella testa” piace (l’hanno detto tante volte anche a me) ma alla fine ciò che fa operare una scelta è quella “alternativa”, così mi sembra.
    Uomini desiderosi di un rapporto stabile e sereno ce ne sono ancora e sono quelli che hanno a lungo cercato un legame serio senza trovare la donna giusta (anche loro lamentano le medesime cose al pari di noi donne). Penso che chi desideri questo tipo di relazione, la vuole, la cerca, è anche una persona che apprezzerà molto di più la sua quotidianità rispetto a chi si è accontentato oppure gli è semplicemente capitato e per forza di cose si è trovato “impegnato”.
    Come far incontrare le medesime esigenze? Questo non lo so perchè ancora non l’ho trovato. Nel frattempo non mi dispero, ma mi tengo ben lontana dai siti che promettono l’incontro “magico”.

    "Mi piace"

    • Concordo sulla seconda parte del commento. Non so come si incontra qualcuno con cui condividere la quotidianità. Non so se è un caso valido per tutti o se è una fatalità di alcuni.
      Il mezzo dei siti d’incontro è appunto un tramite, uno strumento. Non è per forza vero che online ci sono tutti depravati. Il mezzo rispetta la contemporaneità, per velocità e delusione. Come un’alternarsi di notizie Ansa. Male con uno, avanti il prossimo.
      La realtà degli uffici o delle passioni è solo più lenta.
      La connessione rende tutti molto meno timidi, aggressivi e netti. La realtà è più faticosa, ma forse non meno deludente.
      Chi non trova online quel motivo per tornare a casa dalla moglie o dal marito, lo troverà nel luogo di lavoro. Nella realtà ci sono storie simili a quelle che si sento online, solo ancora parzialmente velate da un filo di riservatezza.

      "Mi piace"

      • Non metto in dubbio che nella realtà ci siano storie simili, dico solo che internet le favorisce molto se consideri che stando comodamente a casa con la moglie nell’altra stanza oppure a lavoro, con un semplice clik scambi un numero di telefono, progetti un incontro… e tutto in apparente normalità. Ci si fa l’amante a Roma, a Firenze, a Torino e senza che alcuna di queste sappia dell’altra oppure che si sappia che si è saldamente impegnati. Questo nella realtà sarebbe molto più difficile perchè, come dici, essendo la conoscenza più lenta hai modo di scoprire se l’altro è già impegnato, se è veramente interessato, se può nascere qualcosa di più senza che passi chissà quanto tempo perchè non ci sono chilometri a separarvi, nè devi aspettare una telefonata o un incontro ogni tanto per guardarlo negli occhi… Inoltre sono del parere che molti neppure ce l’avrebbero l’amante se non ci fosse internet, vuoi perchè il luogo di lavoro non favorisce questi incontri, vuoi per timidezza o altro… è vero anche che non tutti sono depravati o in cerca di avventure extraconiugali, ma quanti ne devi conoscere prima di trovare quello libero e serio considerando che questi sono la minoranza? Era semplicemente questo che cercavo di dire, poi si può essere molto fortunati e trovare presto attraverso questo mezzo la persona “giusta”.

        "Mi piace"

        • C’è un ufficio in cui una cinquantenne sposata frequenta regolarmente un collega più giovane e single. Nessuna chat e nessuno utilizzo di internet se non per mandarsi email o messaggi. Per ora tutto tace, i due si conoscono da tempo e si vedrà come finirà questa passione clandestina.
          C’è un uomo altrove che guidava il camion per trasportare frutta, ebbe una figlia da una donna nella regione accanto. Ormai la piccina ha superato i vent’anni d’età. E la moglie tradita ha saputo del marito traditore, il tutto si è concluso con un nuovo figlio legittimo e con una somma di denaro uguale sia per la moglie legittima, sia per l’amante e per la figlia.
          Ce ne sono di storie che non abbisognano di un click per essere narrate o essere.
          Internet e le chat sono solo un mezzo. E il mezzo è a seconda di come lo si usa.
          Molti subito dichiarano chi sono e cosa sono, poiché non vogliono legami se già ne hanno o se così hanno stabilito.
          Conoscevo uno, tanto tempo fa, che viaggiando molto sapeva raccontare di donne conosciute in Inghilterra, Spagna, Paesi Bassi, di simpatiche cameriere con cui andava molto d’accordo. Ma mai con nessuna sul luogo di lavoro, poiché lì era irreprensibile. Se fossi cattiva per davvero, gli manderei lì una bella scatola di cioccolatini. Con ciò voglio dire che si tradisce sia con l’uso di internet, sia senza esso.
          Qualcuno di recente mi ha detto che la fedeltà non appartiene all’essere umano, essendo ella stessa stata tradita per via di chat, e avendo perdonato.
          Nulla vale la realtà di guardarsi in faccia, ed oltrepassare le palle che ci si racconta online o via telefono.
          Quanti ne devi conoscere prima di quello più o meno buono?
          Non so dirtelo.
          C’è gente che passa da un cavallo all’altro, senza internet e senza chat. Tradisce senza tradire e fa prediche su come si debba conoscere un bravo ragazzo, senza considerare molti altri fattori e senza fermarsi un attimo a considerarsi.
          C’è gente che tollera situazioni di compromesso, perché senza quello forse si sta peggio, perché nelle storie occorre starci prima di rendersi conto se sono palle o sono comodità o solo compagnia, o sono quel che sono.
          Persone che valgano un incontro forse ce ne sono. Ultimamente ho conosciuto un ragazzo, nulla da eccepire. Diversa capacità di dialogo, diversa forma di comunicazione, zero appeal. Inutile tentare un secondo incontro anche forzandosi.
          Questo è, un lungo pasticcio la cui fine è forse evidente.

          "Mi piace"

  2. Eppure io non mi capacito di come possa un uomo flirtare con una senza ammetterlo e averne bisogno per tornare a casa.
    Non mi capacito dell’illusione sciocca dentro cui è caduto.
    Non mi capacito di come una coppia che funzioni lasci le singole parti adoperarsi per colmare la propria solitudine con estranei da sentire sempre.
    Non mi capacito della richiesta di calore, che se diventa troppo diventa divieto.
    Non mi capacito della freddezza della resa per non muoversi e non veder davvero come finisce, sia l’illusione sia la realtà dopo di essa.
    Le coppie migliori sono quelle in cui il numero è dispari, da uno a tre a seconda della schizofrenia o dell’uso.

    "Mi piace"

    • Io a questo punto non mi chiederei più perchè lui abbia bisogno di tutto questo, piuttosto perchè tu continui a sentirlo e ad assencondare questo suo bisogno… Conosci la sua situazione e sai/dici di volere altro per la tua vita, di non voler essere solo l’amica consolatrice eppure ti presti… Fino a quando non si conosce bene la situazione ci può anche stare, perchè c’è sempre la speranza di altro, ma quando diventa chiara c’è solo da fare una scelta pensando a ciò che è meglio per sè.
      Io ho smesso di giustificare e capire i perchè altrui e sono diventata più “egoista” per non farmi intrappolare in relazioni part-time o di telefono amico: esisto anche io ed è importante anche ciò che io desidero per me, per stare bene. Merito anche io di essere amata e chi non può darmi questo è meglio che cerchi qualcun altro che soddisfi i suoi bisogni. In questo modo si smette anche di stare male per cose che non ci appartengono e si evita l’uso.

      "Mi piace"

      • A un certo punto si sviluppa l’istinto per l’evidenza.
        E dopo la scoperta, lunga una settimana e fatta solo per scrupolo, della situazione impegnata dell’altro, allora capisci come stanno le cose.
        Se flirta, ma non lo ammette. Se ha bisogno di sentirti per tornare a casa. Se ha bisogno di chiederti fiducia mentre passa il week end con l’altra, la sua compagna.
        Fu davvero uso?
        Qualcuno ha mai creduto che un tizio simile potesse essere mai l’oggetto del desio?
        Qualcuno ha mai scommesso su una via diversa delle cose?
        Qualcuno si è mai limitato nel dirle?
        Qualcuno gli correrà dietro per riprenderlo?
        Chiamiamolo scopo scientifico, o solo riprova provata dell’esistenza, o comprendere cosa si vuole e perché molto spesso è meglio esser single.
        C’è una misura parca nel conoscere entro la quale non ci si fa male.
        Sarebbe stato altro, sciocco e stupido, passare tempo ad aspettare e fargli da sfogatoio per mesi, anni. Sarebbe stato sciocco aspettare.

        "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...